05 febbraio
Nascosta rimango a guardarmi respirare
Nascosta rimango a guardarmi respirare,
nella pelle corrosa
da ipnotiche congiunzioni
tra ciò che dico
e ciò che sento.
Apnea di battito
e ti sento dentro ogni passo.
Nel mio stagno
specchiarsi
stanotte non fa male
e abissandomi nel mio cambio di cielo
ti parlo di me
pensando alle tue vene.
E non c'è niente adesso
che possa fermarmi.
E non c'è niente adesso
che possa ferirmi.
E non c'è niente adesso
che riesca a scacciarti
dalle mie ferite ricucite
dai miei sogni dimenticati
dai miei rigurgiti di pianto disperso.
Almeno per stanotte
non sento nessun dolore..
Resta cosi..
chiuditi in me
stringimi e affoga nel mio stagno.
Nascosta rimango a guardarmi respirare,
e nell'idea di un fondale
in cui legarti
passo il tempo
a scandire le ore di pace
che ancora posso ingoiare.
Ferma i secondi.
Ferma il fiato.
Ferma il mondo.
Apri i tuoi crateri,
muovi i tuoi flussi,
lavami col tuo magma.
Scosta i frammenti dei mai
e resta con me a respirare il vento tra i tramonti
resta con me a morire in una cometa sospesa
tra le galassie nelle viscere
tra le meteore e le strisce
di stelle nel ventre accaldato
finche il sole diventi luna
finchè il mare diventi cielo
finchè il cuore diventi cenere
e lo stagno ci inabissi.
Ferma tutto
almeno per stanotte
non voglio sentire nient'altro.
Almeno per stanotte
non vedo più
nessun male che ci possa ferire.
Speranze si dissolvono in nuvole di fumo
vapori d'alcol che sciolgono certezze già labili nella nebbia dei pensieri.
Volute di rabbia
disciolte come sciroppo
in bicchieri ricolmi
di fuga dalla realtà
ossessiva
ripetitiva
vendicativa.